La Depressione
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Viejo 22/mar/04, 15:03
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Predeterminado La Depressione




Depressione
Abbatimento, avvilimento, accompagnato da uno stato d'ansia e di angoscia.
(DeAgostini)
FioriDiCieloIlWebmasterInforma domenica 24 agosto 2003 - 7.49.14
Curare le cause
In genere la depressione è, infatti, radicata nell’infanzia, in una atmosfera di sfiducia verso di sé. La persona depressa è stata un bambino che non ha creduto nella forza dei desideri; è stato l’ambiente familiare che non lo ha sostenuto e incoraggiato.


Si tratta di bambini che hanno vissuto in una sorta di deserto di passioni, abbandonati quando studiavano o quando esercitavano qualche altra attività in cui l’apprezzamento dei genitori è fondamentale. In questi casi, dunque, la cura deve toccare l’infanzia e cercare di sollevare un velo che nasconde tutto quel mondo di passioni e di vissuti negati fino a quel momento.


E’ per questa ragione che la persona deve attraversare, come in un viaggio, i sentimenti che lo legano e lo hanno legato, nella sua vita, alle figure importanti della propria famiglia, in primo luogo il padre e la madre.

FioriDiCieloIlWebmasterInforma domenica 24 agosto 2003 - 7.56.52

Significato

Depressione
Abbatimento, avvilimento, accompagnato da uno stato d'ansia e di angoscia.
(DeAgostini)

FioriDiCieloIlWebmasterInforma martedì 26 agosto 2003 - 14.28.06

Quando finisci la notte?
- 11 Abr 03

Un rabbì era solito domandare al suo discepolo:
"Quand'è che termina la notte e inizia il giorno?".
Il discepolo dava diverse risposte, mai però soddisfacenti. Alla fine, scoraggiato, si rimise al maestro per la risposta.
E il rabbì gli disse:
"Quando tu vedi sul volto di un altro il volto di tuo fratello, è allora che termina la notte e inizia il giorno"


Bisognarebbe guardarci più spesso negli occhi, fermarci e ascoltare prima di reagire; impedire che il buio della paura o del furore ci ottenebri il cuore e la mente.

Il mondo perde un po' della sua notte e acquista maggiormente la luce del sole, ogni volta che le persone riescono ad accettarsi l'un l'altro, coi coloro splendori e le loro miserie.


E questo è possibile solo se ci si incontra e ci si guarda in profondità nell'anima.
Grazie Simone.



FioriDiCieloIlWebmasterInforma martedì 26 agosto 2003 - 14.29.37

A riempire il cuore di un uomo: bisogna credere e vedere SISIFO felice!
A riempire il cuore di un uomo: bisogna credere e vedere SISIFO felice! - 14 Mar 03

Il mito di SISIFO A. Camus


SISIFO e' il mito dell'uomo laico, e' l'erore assurdo, condannato dagli DEI a far rotolare senza posa un macigno sino alla cima di una montagna e a vederlo poi rotolare di nuovo verso le pendici senza speranza.

Ma il suo tormento e' anche la sua passione per la vita che non conosce rinunce. Tutta la silenziosa gioia di SISIFO sta in questo: il destino gli appartiene, "il macigno e' cosa sua"

SISIFO insegna la fedeltà superiore al proprio destino così che solleva imacigni e ripete il proprio sforzo senza tregua, senza ricorrere agli dei. Egli ritiene che tutto sia bene" quasi a dire che felicità e assurdo sono figli della stessa terra e sono inseparabili.
Questo universo non gli appare ne' sterile ne' futile, ogni granello di quella pietra, denso di notte e' parte di un mondo necessario" e la lotta verso la cima della montagna basta a riempire il cuore di un uomo:

bisogna credere e vedere SISIFO felice...

Con tanti auguri Giluliana Natale 2002
FioriDiCieloIlWebmasterInforma martedì 26 agosto 2003 - 14.31.14

Depressione-Erich Fromm
- 05 Ago 03


La nostra è una società composta da individui notoriamente infelici: isolati, ansiosi, in preda a stati depressivi e a impulsi distruttivi, incapaci di indipendenza, in una parola esseri umani ben lieti di poter ammazzare il tempo che con tanto accanimento cercano di risparmiare.

Stando a Spinoza, attività, ragione, libertà, benessere, gioia e autoperfezione sono inseparabilmente connesse, così come lo sono la passività, l'irrazionalità, il servaggio, la tristezza, l'impotenza e le aspirazioni contrarie alla natura umana.
Nella misura in cui realizziamo una crescita ottimale, siamo non soltanto liberi (sia pure relativamente), forti, ragionevoli e lieti, ma anche mentalmente sani; nella misura in cui non riusciamo a raggiungere quest'objettivo, siamo non liberi, deboli, irragionevoli e in preda alla depressione.
Che io sappia, Spinoza è stato il primo pensatore moderno a formulare il postulato che la salute e la malattia mentale sono il risultato rispettivamente di una maniera giusta o errata di vivere.
Agli occhi di Spinoza la sanità mentale è, in ultima analisi, una manifestazione del vivere bene; l'insania, un sintomo del fallimento del tentativo di vivere secondo i requisiti dell'umana natura.
"Ma se la persona c u p i d a pensa soltanto a denaro e possessi, l'ambiziosa soltanto alla fama, non lì si ritiene insani, ma semplicemente fastidiosi; e per lo più li si fa oggetto di disprezzo. In effetti, però, cupidigia, ambizione e simili sono forme di insania, benché di solito non si pensi a esse come a "malattie" ".

Con quest'affermazione, Spinoza viene a definire patologiche le passioni che non corrispondono ai bisogni della natura umana, spingendosi anzi al punto di dichiararle una forma di follia.

Un numero sempre maggiore di persone avverte la malaise du sièecle: sono conscie del proprio stato di depressione e se ne risentono nonostante tutti gli sforzi intesi a far sì che non se ne rendano conto. Costoro avvertono chiaramente l'infelicità della loro condizione di isolamento e quanto vuoto ci sia nel loro"stare insieme"; sono consapevoli della loro esistenze. Molti lo comprendono appieno, altri lo intuiscono confusamente, ma anche questi ultimi ne acquistano consapevolezza quando qualcun altro se ne fa interprete in loro nome.


A mio giudizio, il carattere umano può mutare a patto che sussistano le seguenti condizioni:
1. Che si sia consapevoli dello stato di sofferenza in cui versiamo.
2. Che si riconosca l'origine del nostro malessere.
3. Che se ammetta che esiste un modo per superare il malessere stesso.
4. Che si accetti l'idea che, per superare il nostro malessere, si divono far certe norme di vita e mutare il modo di vivere attuale.



Disponibilità a rinunciare a tutte le forme di avere, per essere senza residui.

Sicurezza, sentimento di identità e fiducia fondate sulla fede in ciò che si è, nel proprio bisogno di rapporti, interessi, amore, solidarietà con il mondo circostante, anziché sul proprio desiderio di avere, di possedere, di controllare il mondo, divenendo così schiavo dei propri possessi.

Accettazione del fatto che nessuno e nulla al di fuori di noi può dare significato alla nostra vita, ma che questa indipendenza e distacco radicali dalle cose possono divenire la condizione della piena attività volta alla compartecipazione e all'interesse per gli altri.

Essere davvero presenti nel luogo in cui ci si trova.

La gioia che proviene dal dare e condividere, non già dall'accumulare e sfruttare.

Amore e rispetto per la vita in tutte le sue manifestazioni, con la consapevolezza che non le cose, il potere e tutto ciò che è morto, bensì la vita e tutto quanto pertine alla sua crescita hanno carattere sacro.

Tentare di ridurre, nei limiti del possibile, brama di possesso, odio e illusioni.

Vivere senza adorare idoli e senza illusioni, perchè si è raggiunta una condizione tale da non richiedere illusioni.

Sviluppo della propria capacità di amare, oltre che della propria capacità di pensare in maniera critica, senza abbandonarsi a sentimentalismi.

Capacità di rinunciare al proprio narcisismo e di accettare le tragiche limitazioni implicite nell'esistenza della realtà di fatto.

Rendersi inoltre conto che una crescita non è sana se non avviene nell'ambito di una determinata struttura, ma in pari tempo riconoscere le differenze tra la struttura intesa quale un attributo della vita, e l' "ordine" inteso quale un attributo dalla non vita, di ciò che è morto.

Sviluppare la propria fantasia, non quale una fuga da circostanze intollerabili, bensi quale un'anticipazione di possibilità concrete, quale un mezzo per superare circostanze intolerabili.

Non ingannare gli altri, ma non lasciarsene neppure ingannare; si può accettare di essere definiti innocenti, non ingenui.

Conoscere se stessi, intendendo con questo non soltanto il sé di cui ha nozione, ma anche il sé che si ignora, benchè si abbia una vaga intuizione di ciò che non si conosce.

Avvertire la propria unicità con ogni forma di vita, e quindi rinunciare al proposito di conquistare la natura, di sottometterla, sfruttarla, violentarla, distruggerla, tentando invece di capirla e di collaborare con essa.

Far propria una libertà che non sia arbitrarietà, ma equivalga alla possibilità di essere se stessi, intendendo con questo non già un coacervo di desideri e brame di possesso, bensì una strutura dal delicato equilibrio che a ogni istante si trova di fronte alla scelta tra crescita o declino, vita o morte.

Rendersi conto che il male e la distruttività sono conseguenze necessarie del fallimento del proposito di crescere.

Rendersi conto che solo pochi individui hanno raggiunto la perfezione per quanto attiene a tutte queste qualità, rinunciando d'altro canto all'ambizione di riuscire a propria volta a "raggiungere l'objettivo", con la consapevolezza che un'ambizione del genere non è che un'altra forma di bramosia, un'altra versione dell'avere.

Trovare felicità nel processo di una continua, vivente crescita, quale che sia il punto massimo che il destino permette a ciascuno di raggiungere, dal momento che vivere nella maniera più piena possibile al singolo, è fonte di tale soddisfazione, che la preoccupazione per ciò che si potrebbe o non si può raggiungere ha scarse probalità di rendersi avvertita.



Essere sgnifica rinnovarsi, crescere, espandersi, amare, trascendere il carcere del proprio io isolato, provare interesse, "prestare attenzione", dare.

Erich Fromm (Francoforte 1900 - Locarno 1980) ha studiato alle Università di Heilderberg e di Monaco e all'Istituto di Psicoanalisi di Berlino. Emigrato negli Stati Uniti nel 1934, è considerato uno dei grandi maestri del pensiero moderno.
FioriDiCieloIlWebmasterInforma martedì 26 agosto 2003 - 14.33.29



La Depressione


Depressione
Abbatimento, avvilimento, accompagnato da uno stato d'ansia e di angoscia.
(DeAgostini)
FioriDiCieloIlWebmasterInforma domenica 24 agosto 2003 - 7.49.14
Scende l'umore sale la pressione
- 08 Ago 03

Ipertensione e depressione possono andare a braccetto. Se in passato alcuni studi scientifici avevano già indicato come chei soffra di "male oscuro" possa essere considerato più a rischio di sviluppare anche ipertensione, ora una ricerca americana sembra suggerire di cercare sempre eventuali segni di depressione in chi a la pressione alta.

Lo studio, condotto in Messico, ha riscontrato che tra gli ipertesi che non controllano bene la pressione, la depressione è molto più frequente della norma. Questo perché un hiperteso, anche affetto da una forma lieve di depressione può avere la tendenza a non occuparsi di sé e, quindi, a trascurare la propria terapia antidepressiva
FioriDiCieloIlWebmasterInforma martedì 26 agosto 2003 - 14.34.29

Sconvolgente scoperta sull'origine della depressione di un gruppo di ricercatori e scienziati americani
Sconvolgente scoperta sull'origine della depressione di un gruppo di ricercatori e scienziati americani - [arquitectobellucci] - leído:4 - 12 Ago 03

...hanno individuato la causa che scatena le crisi maniaco-depressive, caratteristiche di una forma molto diffusa di depressione che viene chiamata "disturbo bipolare": se tratta di un'anomalia ereditaria che innesca le crisi, di cui è responsabile un minuscolo gene inserito nel cromosoma 22.

Per disturbo bipolare si intende que male di vivere che si presenta alternado momenti di euforia e di attività maniacale ad altri di tristezza intensa, che svuota dalla voglia di vivere e lascia nella più desolata delle prostrazioni: ai primi si associa un'attività intensa e apparentemente priva di fatica, a cui fanno seguiti i secondi, in cui ogni attività quotidiana sembra un compimento imposibile da portare a termine.

Questo genere di disturbo è sempre stato, nella storia, associato al genio e alla grandezza di alcuni tra gli uomini più noti della storia, della politica, dello spettacolo e dell'arte. Per fare qualche nome è stato assodato che ne soffrivano Charles Dickens, Edgar Allan Poe, Ernesto Hemingway ( che morì suicida proprio a seguito di un attaco depressivo), Winston Churchill, Teodore Roosevelt, Abramo Lincoln; Vincent Van Gogh, Gioacchino Rossini, Vittorio Gasman attore che non fece mai mistero di soffrire di crisi depressive.

Ma perchè questo male va a colpire proprio chi, secondo l'opinione della gente comune, è baciato dal talento, dal genio, da capacità fuori del comune?
Fino a oggi non esisteva una risposta precisa a questa domanda: le crisi depressive venivano spiegate come il classico "prezzo da pagare" per una mente tanto brillante. Una magra consolazione per chi soffriva, magari in silenzio, di quello che è stato definito "il male oscuro" pur senza essere sotto le luci della ribalta artistica, o politica.
In realtà solo oggi, grazie anche a scoperte come quella dei ricercatori californiani, si comincia a fare luce su questo buio dell'anima.

L'organizzazione mondiale della Sanità ricorda che soffre di questa malattia almeno il 4% della popolazione mondiale, e il dato è destinato a crescere al punto che, nel 2015 la depressione sarà la prima causa di invalidità, più di quanto non siano i problemi cardiocircolatori o altre patologie come il diabete o i tumori!

Le crisi depressive colpiscono, oggi, almeno 2 milioni e 300 mila italiani.

La spiegazioneche viene degli Stati Uniti circa questa malattia dell'anima è abbastanza semplice?: si tratta di un difetto genetico!.

In particolare sarebbe coinvolto Grk3 che, a causa di una mutazione, si attiverebbe in maniera svagliata. (..)
Il gene presiede le reazioni chimiche del cervello e un suo malfunzionamento attiverebbe in modo svagliato la chimica cerebrale!
Gli scenziati hanno scoperto da molto tempo che nella nostra mente, in ogni momento, si scatena una vera e propria tempesta biochimica.

Le nostre emozioni sono dei cocktail di sostanze che si mischiano le une con le altre e che determinano la risposta del nostro organismo alle situazioni della vita, creando letteralmente i nostri stati d'animo, le nostre emozioni. Ebbene, questa quimica del cervello viene gobernata proprio dl gene Rbk3. Se questo non funciona perfettamente, anche la quimica che governa le nostre emozioni non è perfetta, ed ecco spiegata la malattia depressiva.

"Questa scoperta ci metterà presto in grado di produrre una nuova classe di farmaci per agire su questo disturbo, che oggi può essere curato solo parzialmente", ha dichiarato John Kelsoe, responsabile del progetto di ricerca e psicofarmacologo dell'università americana.

"Secondo le nostre ricerche chi soffre di questo disturbo genetico ha un comportamento simile a quello che anno le persone dipendenti dalla cocaina, che solo sotto l'effetto della droga riescono a dare il meglio di sé". Solo che chi soffre di disturbo bipolare non è un tossicodipendente: reagisce in modo anomalo a un neurotramettitore che si trova naturalmente nel nostro cervello, la dopamina.


! Cerca archivio fotografico fotografia n° 2:
Un cervello umano a raggi infrarossi.
Le zone ingiallite e azzurrine sono le più fredde, le zone rosse invece arrivano sino a 38,5 gradi. Gli scienziati hanno individuato il gene della depressione chiamato Grk3: agisce nella zona rossa e sarebbe in grado di attivare in modo svagliato (troppo o troppo poco) la chimica cerebrale.

FioriDiCieloIlWebmasterInforma martedì 26 agosto 2003 - 14.36.48

Shiatzu
- 28 May 03

E' un'antica forma di trattamento terapeutico giapponese. Si basa sul principio di aiutare l'energia propria di ogni essere umano a circolare lungo i canali energetici del corpo, i meridiani, che presiedono a specifiche funzioni fisiche, psichiche, psicologiche ed emotive come supporto terapeutico. Vi aiuta amigliorare la salute, a vivere serenamente, a ringiovanire corpo, mente e spirito, a favorire il benessere psicofisico e a migliorare la consapevolezza di sé e degli altri.
Grazie Cecilia
FioriDiCieloIlWebmasterInforma mercoledì 27 agosto 2003 - 8.33.56

AFFRONTARE LA DEPRESSIONE!
- 27 Jun 03


http://www.depress.com/cgi/dep.pl?language=39&category=men&topic=def

FioriDiCieloIlWebmasterInforma mercoledì 27 agosto 2003 - 8.35.40

Sull'anima Herman Hesse (1877-1960)
- 26 Abr 03

Che ti giova conquistare il mondo intero se arrechi danno alla tua anima?




Insonne giacqui per ore e ore
l'anima colma di incomprensibile dolore.

Fuoco e morte sulla terra vidi divampare
migliaia di innocenti vidi morire e agonizare.

E la guerra rinnegai nel mio cuore,
per il dio cieco insensato dolore.

Vedi, echeggiò per me in quell'ora
più cupa la solitudine e la memoria,

E parole di pace udi di lontano da un antico poema indiano:

"Guerra e pace hanno eguale valore,
ché non tocca la morte il regno del Signore.

La bilancia della pace può scendere o salire,
ma il dolore del mondo non può diminuire.

Perciò lotta, non giacere;
ridestare le tue forze è divino volere!

ma anche mille vittorie la tua lotta riporterà,
il cuore del mondo sempre intatto batterà".






E così fra miseria morale e consapevolezza, fra lo strazio e la forza di volontà, i mie pensieri, i desideri, le fantasie correvano dolorosamente per ore lungo erte pareti fino a uno stato di spossatezza trasformandosi a tratti in oscure sensazioni corporee: stati d'animo stranamente nitidi e molto differenziati fra loro, fatti di sofferenza, di tormento, di stanchezza del cuore, si presentavano in forma di immagini e di accordi che i sensi potevano percepire; contemporaneamente, in un altro strato dell'anima, si facevano sentire degli impulsi proveniente da un'energia spirituale che incitavano alla pazienza, alla lotta, al proseguimento del cammino che non ha fine. Ad un sospiro da una parte, corrispondeva dall'altra un passo coraggioso; ad una sensazione di angoscia presente in un certo livello, faceva eco in un altro incitamento, una spinta, un'autoriflessione
Se può avere un senso indugiare su queste esperienze e chinarsi in ascolto sull'orlo delle acque e degli abissi che portiamo dentro di noi, è possibile comprendere tale senso solo se cerchiamo di seguire il più fedelmente e esattamente possibile gli impulsi della nostra anima - e dobbiamo andare molto oltre e più in profondità di quanto non possano esprimere le parole. Chi tenta di annotare tutto questo, lo fa con lo stesso stato d'animo di chi parla in una lingia straniera, imparata solo superficialmente, di cose delicate, scottanti e personali.
Il mio stato d'animo e l'entità delle mie esperienze erano dunque questi: da un lato il senso di una profonda sofferenza, dall'altro l'impulso consapevole a superare questa sofferenza in perfetta consonanza con il mio destino.
Questo era il giudizio della mia coscienza o di una prima voce della mia consapevolezza. Una seconda voce, più sommessa, ma più profonda e insistente, dava un'altro senso alla situazione. Questa voce (che io udi chiaramente come la prima durante il sonno e il sogno, sia pure lontananza) non dava torto al dolore e ragione all'energica volontà di perfezione, ma dava ragione e torto insieme ad entrambi. Questa voce cantava della dolcezza del dolore, cantava della sua necessità, non ne voleva piuttosto renderlo più profondo e più vivo.






"Destino e animo sono due nomi di un unico concetto"
"vedo e avverto il mondo esterno in unione con il mio interno, che devo chiamare magico"
"conciliari gli opposti"
(1893-1920)
(1921 paziente di Carl Gustav Jung)
"Gli occhi pieni di avidità sono torbidi e deformanti. Solo se non desideriamo nulla, solo se per noi guardare diventa pura contemplazione, si manifesterà l'anima delle cose, la Bellezza"
" perché contemplazione non è ricerca, non è critica: non è altro che amore. E' la condizione più elevata e più desiderabile della nostra anima: amore seza desiderio"
Grazie Hesse




La Depressione


Depressione
Abbatimento, avvilimento, accompagnato da uno stato d'ansia e di angoscia.
(DeAgostini)
FioriDiCieloIlWebmasterInforma domenica 24 agosto 2003 - 7.49.14
"Il mito di SISIFO" A. Camus
- 26 Abr 03

SISIFO e' il mito dell'uomo laico, e' l'eroe assurdo, consannato dagli dei a far rotolare senza posa un macigno sino alla cima di una montagna e a vederlo poi rotolare di nuovo verso le pendici senza speranza.
Ma il suo tormento e' anche la sua passione, una passione per la vita che non conosce rinunce.
Tutta la silenziosa gioia di SISIFO sta in questo: il destino gli appartiene, "Il macigno e' cosa Sua"
SISIFO insegna la fedeltà superiore al proprio destino così che solleva imagigni e ripete il proprio sfondo senza tregua, senza ricorrere agli DEI.
Egli ritiene "che tutto sia bene..." quasi a dire che felicità e assurdo sono figli della stessa terra e sono inseparabili.
Questo universo non gli appartiene ne' sterile ne' futile, ogni granello di quella pietra, denso di
"notte"
e' parte di un mondo
"necessario
e la lotta verso la cima della montagna basta a riempire
il cuore
di un uomo:
bisogna credere e vedere SISIFO felice"
Grazie Dott. Giuliana
FioriDiCieloIlWebmasterInforma mercoledì 27 agosto 2003 - 8.39.07

Depressione. Libri
- 15 Ago 03

Libri. Benessere. Depressione


" http://www.psychostore.net/index.asp?cat_id=113&cat=Libri~Benesse re~Depressione&shop=&lingua=1"
FioriDiCieloIlWebmasterInforma mercoledì 27 agosto 2003 - 8.42.54

LA MASCHERA
"Qual è la maschera che noi indossiamo quando crediamo che nessuno, assolutamente nessuno, ci osserva, ci sorveglia, ci ascolta, ci implora, ci comanda, ci attacca?".
(Ernesto Sabato)

Se potessimo vedere nella solitudine dell'intimità molte persone, celebri o meno celebri, che in pubblico sono costrette a muoversi sempre con una maschera, rimarremmo probabilmente stupiti.
Noi stessi, quando siamo soli, lasciamo cadere le nostre autodifese e non è sempre detto che appaia la nostra parte migliore, in una libertà che può essere persino volgarità, banalità, insensatezza.
Eppure nella domanda che abbiamo posto a tema della nostra riflessione, lo scrittore ultranovantenne argentino ci ammonisce su un fatto tutt'altro che infrequente. L'uomo è tentato di non dimettere mai la maschera che cela la sua coscienza, non depone mai del tutto le difese, non ha il coraggio di fermarsi e guardare dentro la sua anima.
Eppure è assolutamente necessario ritagliarsi lo spazio per lasciare cadere le spoglie esteriori e risalire all'anima, a quel gorgo oscuro di vizi ma anche alla luce del bene che è in noi e che quasi mai facciamo irradiare all'esterno di noi.
C'e, dunque, una nudità da conquistare, quella dello spirito: sopra si depongono tanti manti e rivestimenti, al punto tale che non sappiamo più neppure noi stessi chi siamo realmente.
"Entre nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto" (Mt 6,6) diceva Gesù.
In quel silenzio forse cadrà anche l'ultima maschera. Simone lunedì 3 novembre 2003 - 15.10.09

La cosiddetta ànima
-La somma dei movimenti interiori, che riescono facili all'uomo e che egli in conseguenza di ciò fa volentieri e con grazia, si chiama ànima;- l'uomo è considerato senz'ànima quando nei sui movimenti interiori lascia trasparire fatica e durezza.
Fridrich Wilhelm Nietzsche Opere 1870/1881

FioriDiCieloIlWebmasterInforma domenica 21 dicembre 2003 - 16.35.55

Il Gruppo.. .
Questo è il senso
del gruppo:
un filo invisibile
che ci lega attraverso
i pensieri e il ricordo
di ciascuno di noi,
delle sue parole
delle sue opinioni,
delle sue cadenze
e che ci restituisce
una casa comune,
quella abitata
dall'anima.
Con tanti Auguri Giuliana
Natale 2003



La Depressione


Depressione
Abbatimento, avvilimento, accompagnato da uno stato d'ansia e di angoscia.
(DeAgostini)
FioriDiCieloIlWebmasterInforma domenica 24 agosto 2003 - 7.49.14
una carezza per Angelo
Angelo che fugge, Angelo che resta,
Angelo che ha le ali ma non ancora il volare.
Angelo che progetta cattedrali per la sua anima.
Angelo che risale dalle segrete del suo cuore e si erge fin sulla guglia della sua più bella cattedrale...
per prendere il volo, per incontrare l'aria e respirare,
per incontrare un volto e innamorarsi.
Grazie Simone FioriDiCieloIlWebmasterInforma domenica 21 dicembre 2003 - 16.51.57

"Cambiare"
"Lentamente muore, chi diventa schiavo
dell'abitudine
ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi,

chi non cambia la marcia
chi non rischia e cambia il colore dei
vestiti,

chi non parla e chi non conosce

muore lentamente chi evita una
passione,

chi preferisci il nero su bianco,
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni
proprio quelle che fanno brillare gli
occhi

quelle che fanno di uno sbadiglio, un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il
tavolo

chi e' infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per
l'incertezza

Per inseguire un sogno
chi non si permette, almeno una volta
nella vita

di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non
legge,

chi non ascolta musica,
chi non trova "grazia, in se stesso...

Muore lentamente chi distrugge
l'amor proprio

Chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della
propria sfortuna
o della pioggia incesante

lentamente muore chi abbandona un
progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti
che non conosce,

chi non risponde alle domande che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sepre che "essere vivo"
richiede uno sforzo di gran lunga
maggiore del semplice fatto di respirare
soltanto l'ardente pazienza, porterà
al raggiungimento di una splendida
felicità"
Pablo Neruda
da G.P. per C.

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  #2  
Viejo 18/ago/07, 11:11
ilpassodiulisse
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Localización: Gubbbio Provincia di Perugia Italia
Mensajes: n/a
Lightbulb Quale è la probabilità di guarigione della Depressione?

Quale è la probabilità di guarigione della Depressione?

La probabilità di migliorare e guarire con i farmaci antidepressivi è alta. Prima si comincia la terapia, più rapida e completa è la guarigione. Anche la depressione che dura da molti anni è curabile. Inoltre, è possibile impedire il ritorno della depressione con la terapia antidepressiva di mantenimento. Non vi è una terapia che toglie per sempre la Depressione, ne vi sono cause psicologiche nascoste che bisogna scoprire. E’ un disturbo chimico e genetico, i farmaci rimettono ordine al disordine chimico associato alla Depressione. La terapia di mantenimento con i farmaci antidepressivi (almeno per diversi mesi) è fondamentale per rendere più stabile la chimica rimessa in ordine dai farmaci, perché se i farmaci sono sospesi poco tempo dopo la guarigione il rischio di ricadere poco dopo è alto.




*Scoperta nuova molecola per farmaci per la cura di ansia,depressione e dolore*

10/07/2007 - Grazie a una collaborazione di ricerca è stata scoperta
una nuova molecola, chiamata URB597, che potrà essere utilizzata come
base per una nuova classe di farmaci per la cura della depressione,
dell'ansia e del dolore. Si tratta di un inibitore dell'enzima FAAH
(Fatty Acid Amido Hydrolase), un enzima presente nell'organismo umano

http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=5423
Responder citando mensaje
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